L’arte della fuga dai momenti che fanno vomitare

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Stamattina, alle 9 e 5 entro in ufficio, Paola e Luciana sono già alle loro scrivanie.
La stanza viene riempita per alcuni minuti dal forte, ma piacevole profumo di Paola e da un silenzio rotto solo dall’arrivo di Antonio, il boss. Ha la faccia pensierosa, quasi preoccupata. Lancia due libri sulla scrivania e si siede:
“Ragazzi, venite qui. Vi devo parlare.”

Ci sediamo attorno alla sua scrivania e leggo i titoli dei libri che ha sbattuto sul tavolo: Il corso per diventare il più grande venditore del mondo e Io Posso! La chiave per i segreti aurei della vita. Antonio prende in mano i due libri e dice:
“Ho letto questi libri… che dopo vi passerò. E… ragazzi dobbiamo…”

Nausea immediata.
Mi sollevo leggermente col culo, con un piede dò un calcio a una delle gambe della sedia e cado per terra. Lancio un urlo.
Paola resta seduta nella sua posizione regale con le gambe accavallate, senza batter ciglio, Antonio, rimanendo pensieroso, chiede solo se va tutto bene.
Lucia, come al solito l’unica a dare una mano, mi aiuta a sollevarmi.

Non mi sono fatto niente, ma fingo che mi faccia male un braccio.
Dico che sto bene, che è tutto a posto, a parte un leggero dolore all’avambraccio. Vado verso il bagno e ci resto il tempo necessario per non subire il discorso di Antonio su come si deve lavorare e che rapporto avere con i propri colleghi.

Venditori infarciti delle stesse menzogne che tentano pietosamente di vendere agli altri.

L’arte della fuga dai momenti che fanno vomitareultima modifica: 2008-01-31T20:32:42+00:00da giovanni.pgr
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